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La chiesa/sacrario dedicata ai Caduti

ROCCA SAN CASCIANOCHIESE
In origine conosciuta come Chiesa di Sant'Antonio

All’inizio di via IV novembre, in posizione elevata, si trova la Chiesa/Sacrario dedicata ai Caduti di Rocca San Casciano.

Le prime notizie sul luogo risalgono in un documento del 1341 dove vi è nominato l’Ospedale di Sant’Antonio del fosso di Lavello (antico nome di quello che i Rocchigiani oggi chiamano fosso di Sant’Antonio).

L’ubicazione di questa Opera Pia non era molto distante dall’odierna Chiesina. Accanto all’Ospedale sorgeva una piccola Cappella per il conforto dei pellegrini descritta dal
Di Castro nella relazione del terremoto del 1661 come “una celletta, posta alla tenaglia del ponte, intitolata a Sant’Antonio Abate”.

Quest’ultimo fu l’unico edificio religioso a rimanere indenne dal terremoto del 1661 e per questo motivo i Rocchigiani decisero di collocarvi temporaneamente l’immagine della Beata Vergine delle Lacrime messa a rischio dai danni subiti dalla vecchia Chiesa di Santa Maria. Negli anni successivi la Celletta crollò; crollo dovuto probabilmente alle condizioni acquitrinose in cui versava la zona.

Terminata la prima guerra mondiale i Rocchigiani pensarono di restaurare la Chiesa di Sant’Antonio e di trasformala in Sacrario ai Caduti, così come testimonia una lapide posta dietro all’altare.

Vennero, infatti, qui collocate le salme dei Caduti che inizialmente erano state sistemate nella Chiesina della Maestà. L’aspetto attuale risale al 1934 quando la Chiesa fu ricostruita su progetto dell’ingegnere Clemente Ghirelli.

Per accedere alla Chiesa dedicata ai Caduti è necessario percorrere una doppia scalinata
in pietra che sembra accogliere con un abbraccio i visitatori. Ai piedi delle scale si trova una fontana e un piccolo giardino che custodisce, sotto un arco a tutto sesto, un bassorilievo scolpito in pietra che sembra rappresentare una palma.

La facciata presenta degli archetti pensili, un rosone centrale e una lunetta raffigurante la Madonna con Bambino e angeli con sotto la parola invictis. Un protiro cuspidato e due nicchie con statuette di angeli completano la decorazione.

All’interno è presente un solo altare in marmo bianco e rosa dove sopra vi è situata la statua di Sant’Antonio da Padova e, più indietro, è presente l’immagine della Vergine delle Grazie. Sulla parete sinistra si trovano due lapidi: nella prima sono riportati i nomi dei Caduti della Grande Guerra e nella seconda i nomi delle vittime della Seconda Guerra Mondiale. Sulla parete destra, invece, si trova una epigrafe in bronzo che riporta il proclama della vittoria del generale Armando Diaz.

Alle spalle del sacrario è posto il Parco della Rimembranza dove, all’ombra dei cipressi, sono posti dei residui bellici e piccole targhe con incisi i nomi dei Caduti.

Accanto alla Chiesa, lungo la strada, si trova una fontana che veniva chiamata “la fonte del re” della quale si racconta che chiunque bevesse da lì non si sarebbe dimenticato di Rocca.

Credits: Autore dell’articolo Avv. Elisa Rabiti

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