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Municipio di Rocca San Casciano

ROCCA SAN CASCIANOPALAZZI STORICI
VECCHIO PALAZZO TASSINARI

Il palazzo dove ha sede il Municipio è stato costruito tra il 1936 e il 1937 a seguito della demolizione, avvenuta nel 1935, del vecchio Palazzo Tassinari appartenente all’omonima famiglia.

Quest’ultimo fu abbattuto per costruire l’attuale Via Corbari e il Ponte di Ferro come ci ricorda la lapide posta al piano terra della sede comunale.

L’edificio venne inaugurato insieme alla strada nazionale da Rachele Mussolini il 7 novembre 1937 e si presenta in puro stile littorio: linee precise, colori chiari (verde e crema) e forme geometriche nette tutte caratteristiche dell’architettura razionalista.

La costruzione è dominata dalla torre littoria, alta 16 metri, che sembra sorretta da due fasci littori stilizzati che inquadrano il portone monumentale e sorreggono il balcone.

All’esterno del palazzo è collocato un monumento in bronzo per ricordare i martiri della Resistenza e diverse targhe commemorative.

La prima di esse ricorda il poeta Giuseppe Mengozzi, nato a Rocca San Casciano nel 1841, famoso per il suo poema “La Cerere della Romagna Toscana” composto nel 1888 e considerato da molti l’ultimo dei grandi poemi bucolici latini.

L’opera descrive la vita agreste della Romagna Toscana e vi sono contenute suggestive descrizioni relative alla bellezza del paesaggio collinare tosco-romagnolo, alla vita famigliare nella casa contadina, ai lavori agricoli, all’allevamento dei bachi da seta e alle macchine trebbiatrici.

Non manca, infine, una descrizione del suo paese natale:

“Di Rocca San Cascian l’antica Terra
Della Tosca Romagna a capo siede,
Ove di Temi il tempio a’ rei fa guerra,
E autorità governativa ha sede.
Quivi, se vecchia tradizion non erra,
Grande e ricca città sorse un dì in piede;
Sassatica fu detta, ma di questa,
Del nome in fuor, vestigio oggi non resta.”

Vi è poi una targa che ricorda Padre Damiano Poggiolini, nato a Rocca San Casciano nel 1851, celebre per essere stato organista ufficiale presso il Santuario della Verna. Alla sua morte lasciò un’inestimabile patrimonio di musica sacra – da lui composta – sia strumentale che vocale molta della quale manoscritta e ancora conservata presso l’archivio del Santuario.

Vi sono poi lapidi, più recenti, che ricordano rispettivamente le vittime civile del biennio 1943-1944 e il cinquantesimo anniversario (1959-2009) della fondazione del distaccamento di Polizia Stradale di Rocca San Casciano.

All’interno del palazzo sono conservati due oggetti di importanza storica locale e risorgimentale.

Si tratta della lapide posta nell’androne dell’edificio che contiene il risultato del plebiscito svoltosi tra l’11 e il 12 marzo 1860 con il quale venne decretata l’annessione dei territori toscani al Regno d’Italia. Annessione formalizzata con regio decreto n. 4014 del 22 marzo 1860.

Nella sala consiliare, infine, è conservata l’uniforme appartenuta a Robusto Tassini – figlio di Pietro Tassini e Luisa Francini, falegname, nato a Rocca San Casciano il 3.3.1846 – partito volontario con Garibaldi non ancora maggiorenne e, come si evince dal bonetto conservato insieme alla camicia e confermato dai ruoli conservati all’archivio del Regio Esercito di Torino, inquadrato nella 10’ compagnia, 2’ battaglione, 6’ reggimento.

Di lui si sa che partecipò con Garibaldi alla campagna del Trentino, inquadrato in un reparto considerato di élite quello dei bersaglieri volontari ovvero garibaldini addestrati ed armati come i bersaglieri regi.

Partecipò con il suo reparto alla difesa di Passo Crocedomini, forzato dalle truppe da montagna austriache e alla battaglia di Bezzecca del 21 luglio 1866. Fu decorato con la medaglia d’argento per le Campagne dell’unità d’Italia. Quest’ultima, in argento massiccio, venne presumibilmente requisita durante il ventennio durante la campagna detta “dell’oro per la patria”.

Recentemente, per sopperire a tale mancanza, il Comitato della Romagna Toscana per la promozione dei valori risorgimentali, in persona del suo Presidente dott. Luigi Pieraccini, ha donato al Comune di Rocca San Casciano una nuova medaglia in sostituzione dell’originale andata perduta.

Credits: Articolo scritto dall’Avv. Elisa Rabiti

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